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Matrimonio: Matrimonio e matrimoni misti

Vediamo cosa dice l'apostolo Paolo In merito al matrimonio e ai matrimoni misti.

"Agli sposati do questo ordine che non viene da me, ma dal signore: la moglie non si separi dal marito. Se si è già separata dal marito , non si risposi. Cerchi piuttosto di riconciliarsi con lui. E, d'altra parte, il marito non mandi via la moglie.

Agli altri do un consiglio, e questo è un parere mio, non un ordine del Signore: se un cristiano ha una moglie che non è credente, e questa desidera continuare a vivere con lui, non la mandi via. E così pure la moglie cristiana non mandi via il marito che non è credente, se egli vuole restare con lei.

Il marito non credente infatti appartiene già al Signore per la sua unione con la moglie credente; e viceversa, la moglie non credente appartiene già al Signore per la sua unione con il marito credente.

In caso contrario, anche voi dovreste rinnegare i vostri figli, mentre essi invece appartengono al Signore." (1 Corinzi 7, 10-14)

Paolo distingue tra quello che è un ordine di Dio e quello che è un suo consiglio ispirato dallo Spirito Santo.
L'ordine che proviene da Dio per chi è sposato è che marito e moglie non devono separarsi. E chi è già separato non dovrebbe risposarsi, ma cercare di riconciliarsi. Paolo, con questo insegnamento, si mantiene fedele all'insegnamento di Gesù e non sgarra di una virgola.

Per chi invece è credente ed è sposato con un non credente, Paolo dà un suo consiglio che non è un ordine di Dio. In sintesi dice che marito e moglie devono accettarsi così come sono se desiderano stare insieme. Queste parole mi fanno pensare ai matrimoni tra cattolici e mussulmani, per esempio. Ebbene, emerge come consiglio di Paolo l'invito alla reciproca accoglienza in quanto per lui, la controparte non credente (o di religione diversa) unendosi all'altra controparte credente, finisce per appartenere comunque a Dio.

Se alla base dell'unione ci sta il reciproco amore, un consiglio del genere è da accettare anche perché è in linea con la logica di Gesù ed il suo testamento spirituale che vuole fare tendere tutti gli uomini all'unità (affinché tutti siano uno), seppure nelle proprie differenze di cultura e religione.

Per concludere osservo che Paolo ribadisce il concetto secondo il quale i figli (come anche marito e moglie), appartengono al Signore. I figli ci sono stati affidati da Dio, non ci appartengono e proprio perché non sono nostri, ma appartengono a Dio non possiamo trattarli come ci fa più comodo a noi o come vorrebbe la nostra volontà, ma vanno rispettati e amati come figli di Dio.

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