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La morte: Eutanasia: Risposta alla lettera di Welby

Caro Welby, ho letto la tua lettera al Presidente della Repubblica. Ti capisco, tuttavia non condivido le tue tesi e le tue richieste. Chi ti risponde è un "handicappato" come te. Uno che per malattia è vincolato alle medicine, al letto, agli ospedali e agli esami quasi quotidiani e non è libero di vivere la propria vita come meglio gli piace. Anche io mi trovo in un baratro apparentemente senza via di uscita. La mia malattia mi impedisce di fare tante cose che vorrei fare, ma che non posso.

Malgrado la mia situazione "infelice", io amo la vita come la ami tu, perché ho trovato in Gesù la via che ti porta a Dio, unico vero bene. So bene cosa vuol dire essere nella tua situazione e che la vita in quelle condizioni non è più vita. Tuttavia la vera vita non è quella che gli uomini ti hanno fatto credere fin da quando sei nato. La vera vita è un'altra. La vera vita è Gesù che puoi incontrare leggendo il vangelo, vivendolo nella tua situazione di disabile e di uomo apparentemente "senza speranza".

Tu dici: "Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà."

No, caro! La vita non è quella che tu hai descritto. Quella è la vita che piace a te, non è "la Vita". A me quella vita che tu descrivi come "una donna che ti ama o ti lascia o l'amico che ti delude", non è vita. Come la mettiamo? La vita è amare e amare vuol dire umiltà, farsi aiutare e "farsi squartare", accettare l'aiuto di chi ti vuole aiutare. Caro Welby, tu vuoi fuggire dalla vita, tu vuoi rinunciare ad amare perché il concetto di amore che gli uomini di questo mondo ti hanno inculcato in testa è possessivo.

Tu dici: "Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico."

Non sono d'accordo con te. Quando un malato arriva a chiedere di morire, perché stanco della vita "biologica" è perché non ha ancora incontrato la vera Vita, non ha ancora incontrato Gesù, perché gli uomini di questo mondo non sono stati capaci di farglielo incontrare. Gesù lo si inconta nel Vangelo. Lo hai mai letto veramente da cima a fondo?

Tu chiedi di morire perché intorno a te forse non vedi l'amore o forse perché sei stufo di chiedere aiuto e di farti aiutare. Forse sei finito in una gabbia mentale che l'ideologia mortifera di questo mondo ti ci ha messo. Forse nella tua malattia e impossibilità a muoverti, hai visto troppa TV o hai letto troppe riviste e giornali con copertine patinate e belle ragazze e ragazzi giovani sani e felici in bella mostra, modelli irraggiungibili per te, legato ad un letto.

Forse vorresti essere come loro o forse vorresti anche solo poterti alzare dal letto per tirare due calci ad un pallone insieme ai tuoi amici e non lo riesci a fare. Ti ritrovi quindi in una situazione che ai tuoi occhi è "infelice", chiedi quindi il diritto di poter morire perché non vedi soluzioni alla tua situazione. La soluzione invece c'è ed è dentro di te, si chiama Gesù.

Comunque la tua lettera al Presidente è molto bella e fa riflettere, anche se non condivido certe tue affermazioni.

Io non voglio negarti il diritto di morire, perché non è in mio potere farlo, ma ti invito a riflettere su un episodio di tentato suicidio che ha coinvolto un ex giocatore di calcio, di cui penso ne avrai sentito parlare. Un ragazzo sano, con famiglia ed un lavoro invidiabile, uno tutto il contrario di te, uno che poteva vivere secondo la tua idea di vita, ma che ha provato a farla finita. Evidentemente anche per chi è sano e apparentemente sembra non mancare nulla, in realtà manca qualcosa in questo mondo ? Non credi?

Ti auguro di incontrare Gesù, l'unico che può dare significato e valore alla vita anche a coloro che sembrano senza speranza.

Le esperienze e i commenti dei visitatori

Per quelli secondo i quali la vita é:
"Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude."

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200609articoli/11399girata.asp

Mi riallaccio al commento precedente per osservare che non è lo stare bene o male che rende la definizione corretta di "vita". Uno sta male fisicamente, è legato ad un letto e la vuole fare finita, invoca l'eutanasia. Un altro sta bene fisicamente, ha famiglia, non è legato ad un letto e può fare quello che l'altro non può fare, ma sta male lo stesso, gli manca qualcosa e decide di farla finita gettandosi dal quinto piano, senza scrivere al Presidente.
Evidentemente c'è qualcosa che non quadra in questa nostra società occidentle, cristiana e cattolica o laica che sia.

Che cosa manca? Manca l'amore? Manca il pane per mangiare? Manca il lavoro? Manca l'affetto di una famiglia ? Non mi sembra.

Allora cosa manca?

Seconda puntata: per quelli che stanno bene, secondo i quali la vita é:

"Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude."

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200609articoli/11416girata.asp

Terza puntata: per chi crede nella vita, ma soprattutto in Gesù:

http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_1994789022.html

capisco che ognuno abbia il proprio modo di prendere la vita.ma non azzardiamoci mai a giudicare le scelte degli altri o a decidere addirittura per loro.se voi non siete daccordo all'eutanasia non la applicherete alla vostra persona ma lasciate liberi gli altri di scegliere cosa sia meglio per loro.Se dio esiste sarà lui a giudicarlo non fatelo voi in terra

e per dio non profanate il logo di THE DARK SIDE OF THE MOON gesù e il rock sono due cose distinte

non so perche i cattolici danno per scontato che tutti debbano credere in Gesu. L'unica esperienza che unisce tutti gli uomini di ogni parte del mondo ed epoca e civiltá é solo quella descritta da Welby, "umana", della donna, del sole, della pioggia, dell'amico... non il cattolicesimo! A tutti quelli che annoiano dicendo "ma ti sei letto tutto il Vangelo?" "ma ti sei affidato a Cristo che é l'unico vero bene?" rispondo: e voi avete letto tutti i testi sacri di tutte le religioni? Come avete scelto la vostra? Che casualita essere cattolici in un paese cattolico! Proprio voi, cosi fanatici di Cristo in Italia, lo sareste di Maometto o di Stalin se nati in Oriente o in Russia. Il vostro Dio ha creato la vita e la morte, non le macchine per mantenerci disabili o in stato vegetativo, non le medicine per prolungare sofferenze di chi soffre mali incurabili. Bisogna accettare da cristiani la morte cosi come la vita.

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