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      <title>Centro Accoglienza Dio Amore</title>
      <link>http://www.centroaccoglienza.org/</link>
      <description>Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero (Matteo 11:28-30)</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2007</copyright>
      <lastBuildDate>Thu, 17 May 2007 11:30:00 +0100</lastBuildDate>
          <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs> 

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         <title>Gaia e Luna, spopolano su iTunes</title>
         <description><![CDATA[<p>Gaia e Luna, spopolano su iTunes. E' il titolo che La Stampa del 17/05/2007, quotidiano di Torino, dedica al successo della canzone delle due bambine, intitolata "Come Vasco Rossi": www.youtube.com/watch?v=hbPgN_y81zk</p>

<p>Si tratta di una canzone a mio giudizio mortifera, molto orecchiabile, ma subdolamente deleteria da un punto di vista psicologico, dedicata a Vasco Rossi. <strong>Vita spericolata</strong>" è il titolo di una famosa canzone di Vasco Rossi a cui il testo di "Come Vasco Rossi" in parte si ispira.</p>

<p>Il testo della canzone delle due bambine recita "Vasco lo sai, per me sei un dio, spero che un giorno lo sia anch'io, ... voglio una vita come quella di Vasco, ... una vita che non si sa mai ...". A mio giudizio quei testi sono psicologicamente deleteri.  Lo dico a ragion veduta.</p>

<p>Bravi! Avanti così.! Volete essere e diventare come Vasco Rossi? Allora prima andatelo a chiedere a lui, a Vasco,  che tipo di vita fa e poi dopo e soltanto dopo che i genitori di quelle bambine avranno visto la fine della vita di Vasco, voglio vederli sul palco a cantare "Come Vasco Rossi" al posto dei loro figli.</p>

<p>Le due bambine sono figlie del musicista e discografico Agostino Carollo (God is a DJ, tra i suoi motti che si possono leggere sul suo sito).<br />
Ma questo musicista sa o non sa quello che fa?<br />
In una biografia di Vasco Rossi leggo: "I guai con la giustizia non smettono però di tormentarlo, tanto che arriva ad essere arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti." <br />
Da: http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=427&biografia=Vasco+Rossi</p>

<p><strong>Il modello di vita spericolata</strong> innocentemente promosso dalla canzone di Vasco Rossi, a mio avviso, porta tanti giovani a morire come dei <strong>fessi e dei coglioni</strong> sulle strade, nei weekend, all'uscita dalla discoteca, forse per conformarsi meglio proprio al modello di vita promosso dal dio-star Vasco Rossi, con la sua canzone "vita spericolata" che per anni ha bombardato le nostre orecchie e il nostro cervello. </p>

<p>Ora, questo modello di vita "spericolata" basato anche sul successo mediatico personale, proponiamolo ai bambini, non soltanto ai giovani "quasi" adulti, ma ancora psicologicamente immaturi. Coinvolgiamo anche loro: i bambini, quelli psicologicamente più deboli e influenzabili, e facciamogli capire che se non diventi famoso come Vasco Rossi, se non sali sul palco circondato da migliaia di fans, non sei nessuno e la vita non vale la pena viverla. Devi diventare come Vasco Rossi. E' lo stesso  meccanismo psicologico usato nel film "TOP GUN" servito per arruolare migliaia di giovani nella marina degli Stati Uniti.</p>

<p>A mio giudizio, quelli che scrivono quel tipo di canzoni, coinvolgendo i bambini e i propri figli ancora minorenni, in questo genere di attività mediatica, dimostrano soltanto mancanza di rispetto e insensibilità, prima di tutto verso i propri figli e in secondo luogo, verso i figli degli altri genitori. </p>

<p><strong>Quel tipo di canzoni</strong> che inneggiano ad imitare la vita di un uomo famoso come se fosse un dio, cantate da bambini per i bambini, a mio parere non sono altro che violenza psicologica subdola ai danni di minorenni.  Ti fanno credere che la "spericolatezza" della vita alla "Vasco Rossi" sia un valore forte, da seguire e vivere per sentirsi vivi e felici in questa vita. Ma quando poi tuo figlio lo andrai a raccogliere cadavere sulla strada, come sono andati a raccogliere quel bambino morto in conseguenza del ribaltamento del pullman in gita scolastica, guidato da uno che si era da poco spinellato forse per vivere l'ebbrezza della "vita spericolata" alla Vasco Rossi, allora canterai di gioia, insieme a Vasco Rossi: "Voglio una vita spericolata ...".</p>

<p>VOGLIO UNA VITA MALEDUCATA<br />
DI QUELLE VITE FATTE FATTE COSI'<br />
VOGLIO UNA VITA CHE SE NE FREGA (appunto)<br />
CHE SE NE FREGA DI TUTTO SI' (anche della vita stessa, propria e di quella degli altri)<br />
VOGLIO UNA VITA CHE NON E' MAI TARDI (per andare a dormire)<br />
DI QUELLE CHE NON DORMO MAI (appunto per poi dormire quando si guida in auto in  viaggio di ritorno dalla discoteca)<br />
VOGLIO UNA VITA DI QUELLE CHE NON SI SA MAI (appunto se si torna a casa e quale sarà il tuo destino: morte o vita)<br />
E POI CI TROVEREMO COME LE STAR <br />
A BERE DEL WHISKY AL ROXY BAR (Bravo! Come anche in discoteca. Viva la trasgressione, il fumo e l'alcool che ti ubriaca e ti rintrona la testa)<br />
O FORSE NON C'INCONTREREMO MAI (appunto se finisci schiantato contro qualcuno)<br />
OGNUNO A RINCORRERE I SUOI GUAI<br />
OGNUNO COL SUO VIAGGIO (di ritorno dalla discoteca)<br />
OGNUNO DIVERSO<br />
E OGNUNO IN FONDO PERSO<br />
DENTRO I CAZZI SUOI (sono cazzi tuoi se ti vai a schiantare, ma anche miei, se vai addosso a qualcuno e uccidi me o i  miei cari)<br />
VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA ( ma va a quel paese!! Il tuo pericolo è anche il mio)<br />
VOGLIO UNA VITA COME QUELLE DEI FILM (Cretino chi lo ascolta! Ma costruisciti una tua vita sana e feconda e lascia stare di fare il pecorone imitando la vita di stupidi attori nei films )<br />
VOGLIO UNA VITA ESAGERATA <br />
VOGLIO UNA VITA COME STEVE MCQUEEN («Steve McQueen è uno che partecipava alle gare automobilistiche con un piede ingessato e le vinceva. - da: http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=427&biografia=Vasco+Rossi )<br />
VOGLIO UNA VITA CHE NON E' MAI TARDI<br />
DI QUELLE CHE NON DORMI MAI<br />
VOGLIO UNA VITA, LA VOGLIO PIENA DI GUAI (I guai tienteli per te e non farli  passare anche agli altri innocenti che preferiscono una vita di gioia e di amore e non una vita spericolata).</p>

<p>E allora penserai a quelli che si fanno i soldi sulla vendita di quelle canzoni, dietro alle tue lacrime per aver perso tuo figlio dopo averlo cresciuto e aver fatto sacrifici per il suo bene. Sì, lo vedrai prendere la via del cimitero, anziché quella del cielo.</p>

<p>Mi auguro che Vasco diventi un Santo, per il bene e la salvezza di quelle bambine  ... e dei suoi genitori.</p>]]></description>
         <link>http://www.centroaccoglienza.org/la_morte/gaia_e_luna_spopolano_su_itunes.php</link>
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         <category>La morte</category>
         <pubDate>Thu, 17 May 2007 11:30:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Se non fossi sposato ...</title>
         <description><![CDATA[<p>Traggo spunto da una lettera mandata dalla moglie di Silvio Berlusconi al quotidiano "Repubblica" per fare alcune considerazioni sul matrimonio.</p>

<p>Nella lettera, la moglie dell' ex Presidende del Consiglio chiede le pubbliche scuse al marito per alcune frasi dette da lui ad un'altra donna e che ledono la dignità della moglie stessa, tra le quali: "se non fossi sposato, ti sposerei subito".</p>

<p>La frase, detta da un uomo in vista come Silvio Berlusconi, dimostra a che punto è arrivata la dignità del matrimonio nella nostra società. E' una frase che fa molto riflettere in un periodo dove la Chiesa cattolica è impegnata a difendere i valori del matrimonio e della famiglia contro i Pacs.</p>

<p>In gioco non c'è tanto il valore del matrimonio, ma <strong>la dignità della moglie</strong> come persona.</p>

<p><em>Se non fossi sposato, ti sposerei subito</em>. Già, appunto, se non fossi sposato... Come se il matrimonio fosse una palla al piede e la moglie con cui si vive valesse come il due di picche. Quella frase non lo dice, ma te lo fa capire che quella moglie, ormai vecchia e consumata, secondo la mentalità umana di questo mondo, la si può mandare a stendere per abbracciarne un'altra, più bella, più giovane e più avvenente per sposarla. </p>

<p>Ecco cosa si deduce da quella frase, ecco il messaggio che trapela subdolamente, forse involontariamente, da quella frase detta con tanta leggerezza pubblicamente: quella moglie, ridotta ad un oggetto ormai consumato, è da buttare, da riciclare con un'altra più nuova e più performante che sposerei subito se non fossi vincolato dal legame del matrimonio.</p>

<p>Ecco dove è finita la dignità, non solo della donna, ma dell'uomo in generale: <strong>nella spazzatura.</strong> Nella raccolta differenziata.</p>

<p>E' la mentalità di questo mondo che emerge in tutto il suo squallido splendore, dalla bocca dell'uomo più in vista in Italia e nel mondo. Ma penso che lui non ne abbia colpa, ma sia soltanto una vittima di se stesso e della sua pubblicità.</p>

<p>Là dove la Chiesa cattolica è impegnata a difendere il valore del Matrimonio e della famiglia, stupisce che sia una donna, una moglie a scrivere una lettera pubblica ad un giornale per chiedere le scuse del marito.<br />
Se Gesù, già 2000 anni fa ci ricordava la dignità del matrimonio e il peccato dell'adulterio, un motivo ci deve pur essere. Del resto quella moglie e quel marito, tuttavia, non sono senza peccato, secondo Luca 16,18 - Marco 10,11 - Matteo 19,9.</p>

<p>Gesù risolve la questione del matrimonio dicendo che <strong>chi risorge non si sposa più</strong> perché è un angelo del cielo ed è figlio della luce. Purtroppo questa vicenda così terrena dimostra che il matrimonio, per molti uomini, è una palla al piede.  Non lo dicono, ma te lo fanno capire, con battute così innocenti, tuttavia molto subdole. Ci si sposa per convenzione e per interesse, senza sapere a cosa si va incontro.  Non ci si sposa più per convinzione e per fede, riconoscendo nella persona che ti vive accanto il valore della persona che deve essere amata e rispettata comunque.</p>

<p>La stessa cosa varrebbe se quella frase fosse stata pronunciata da un sacerdote: Se non fossi prete, ti sposerei ... Sai Maria come si arrabbierebbe? Altro che lettere a Repubblica ...</p>]]></description>
         <link>http://www.centroaccoglienza.org/matrimonio/se_non_fossi_sposato.php</link>
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         <category>Matrimonio</category>
         <pubDate>Thu, 01 Feb 2007 11:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Vivi Down Onlus</title>
         <description><![CDATA[<p>Vivi Down - Associazione Italiana per la Ricerca Scientifica e per la Tutela della Persona Down - ONLUS Fondata nel 1988 "ha sporto denuncia per diffamazione e il PM Francesco Cajani di Milano, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati dei rappresentanti di Google, ha disposto la perquisizione dell'azienda." Così si legge su Punto Informatico in <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1782669&r=PI" target="_blank">questo articolo</a>.</p>

<p>Alla base della denuncia ci sta un video messo online da dei ragazzi utilizzando il servizio Google-Video, dove un ragazzo down veniva picchiato e fatto vittima di bullismo.</p>

<p>Secondo me è stato <strong>un grosso errore </strong>da parte della Onlus sporgere denuncia. Quel video non fa altro che portare a galla <strong>una realtà che esiste da sempre</strong> in questa nostra società ipocrita, fin dai tempi di Gesù che veniva schernito e picchiato dai soldati prima della crocefissione. </p>

<p>Grazie a Google si è potuto vedere e toccare su video fino a dove riesce ad arrivare l'uomo cresciuto davanti alla TV e alle telenovele di questo falso e ipocrita mondo. Invece di sporgere denuncia per diffamazione, coinvolgendo  Google che, come "mezzo", non ha fatto altro che farti vedere la cruda realtà della vita, la Onlus avrebbe fatto meglio a denunciare i genitori di quei ragazzi, corresponsabili delle violenze su quel ragazzo down, i quali non hanno saputo dare valori ai loro figli, abbandonandoli molto probabilmente davanti ai programmi della Tv di Stato, evidentemente molto poco educativi.</p>]]></description>
         <link>http://www.centroaccoglienza.org/disagio_socioesistenziale/vivi_down_onlus.php</link>
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         <category>Disagio socio-esistenziale</category>
         <pubDate>Mon, 27 Nov 2006 19:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Soldi e potere - L&apos;altra faccia della beneficenza</title>
         <description><![CDATA[<p><strong>Bilanci con troppe cifre e strani corsi</strong>. Così molte Onlus vivono grazie a chi soffre. Dietro il proliferare di enti e sigle una spinta non sempre disinteressata. Nel mirino i costi di alcune organizzazioni.</p>

<p>Così titola il quotidiano di Torino: "<strong><a href="http://www.lastampa.it" target="_blank">La Stampa</a></strong>" del 21/10/2006 a pagina 13 in un <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200610articoli/12674girata.asp" target="_blank">articolo</a> in cronache. Altri sottotitoli: Don Vitaliano Della Sala: "A volte quelli che stanno dietro la scrivania strumentalizzano i giovani volontari. Nei Balcani e in Iraq ho incrociato Ong potenti e mi hanno impressionato per la ricchezza dei mezzi che scomparivano alla vista di un pericolo".  La denuncia: "Associazioni che aiutano soprattutto se stesse". Sono i sottotitoli che leggo oggi sul giornale e che mi lasciano con l'amaro in bocca.</p>

<p>L'articolo inoltre denuncia il decadimento e la deriva allarmante di diverse associazioni. Io non vivo quelle realtà da interno, ma come sostenitore esterno. E' una vergogna, per non dire uno schifo. Dipendesse da me tutte ste associazioni le farei chiudere. Dietro ci sono sempre interessi economici legati al dio denaro e probabilmente anche rivalità tra le stesse associazioni di beneficenza.</p>

<p>Mi auguro che le associazioni serie sappiano fare piena luce e tagliare i costi "faraonici" per mantenere in piedi le strutture e tutto quell'apparato di "marketing" non sempre necessario e destinare le risorse così liberate alla missione per la quale sono nate.</p>]]></description>
         <link>http://www.centroaccoglienza.org/solidarieta/soldi_potere_altra_faccia_della_beneficenza.php</link>
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         <category>Solidarietà</category>
         <pubDate>Sat, 21 Oct 2006 19:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Vittorio Messori : un profeta inascoltato?</title>
         <description><![CDATA[<p>Questo post lo lascio scrivere a <a href="http://www.vittoriomessori.it" target="_blank">Vittorio Messori</a>, riportando alcuni brani tratti dal suo libro: "Scommessa sulla morte", Edizioni Sei.</p>

<p>Cerchiamo di spiegarci, ricordando anzitutto che di "<strong>eutanasie</strong>" ce ne sono almeno due.<br />
Ce ne è una di fronte alla quale il conformista di "area radicale" travestito da alternativo, da sovversivo, impone di indignarsi, definendola "disumana".<br />
Ma ce ne è un'altra che lo stesso conformista definisce "umana", "avanzata"; e in nome della quale è disposto a "battersi contro l'oscurantismo", naturalmente "clericale".<br />
In realtà, le motivazioni profonde di entrambe le eutanasie sono comuni: e in ogni caso imbarazzanti e oscure.</p>

<p><strong>La prima eutanasia</strong> (la "cattiva"), è detta "sociale" ed è quella praticata nel nostro secolo, su scala  industriale, dai nazisti. I quali, non va taciuto, godevano in realtà di buone sponsorizzazioni.<br />
Negli anni Venti, Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina, proponeva la soppressione di intere categorie sociali: dai vecchi, agli idioti, agli incurabili. Ma già Platone, il filosofo greco, raccomandava: " I cittadini non sani di corpo siano lasciati morire".</p>

<p><strong>La seconda eutanasia</strong> (quella "buona") è detta "agonica". Ed è propugnata da quegli stessi che inorridiscono davanti alla spaventosa "igiene sociale" praticata dalle SS hitleriane. Questa è "criminale", mentre quella è "progresso civile", perché sarebbe tesa ad evitare al morente inutili sofferenze. Benefica sin dal nome: <em>eutanasia</em>, cioè "morte a fin di bene", "morte per pietà, "per amore".</p>

<p>Anzi, accanto a divorzio ed aborto, l'eutanasia nella sua variante "agonica" è il terzo, inevitabile anello che completa la catena che le culture moderne sfoggiano al collo. L'eutanasia è la Terza Persona della Trinità di quel radicale che - malgrado i patetici sforzi per essere considerato "di sinistra", per avere anche'egli diritto al magico titolo di "compagno" - altro non è che figlio legittimo del liberismo capitalista e borghese dell' Occidente.<br />
....</p>

<p>Cuore del "messaggio" del liberal-radicale è, come egli stesso dice "il diritto alla <em>mia</em> felicità". Tutto ciò che contrasta questo programma deve essere attaccato come dannoso: <em>mors tua, vita mea</em>.</p>

<p>Dietro questa cultura che esalta divorzio e aborto c'è un preciso movente egoistico, seppure annegato in un fiume di nobili parole. In realtà, quel che in concreto si vuole è liberarsi con la minor fatica - e con la benedizione, più il contributo spese della società - del coniuge o del feto divenuti ingombranti e sgraditi.<br />
.....</p>

<p>Dice un documento recente dell'episcopato tedesco, che qui citiamo non per il suo contenuto "religioso" - non è ancora il momento - ma per lo spunto di verità umana che contiene: "La maggiore difficoltà dell'assistenza ai morenti consiste nel fatto che la morte di un uomo esige che colui che assiste si confronti con la propria morte."</p>

<p>Chi può reggere questo confronto? Come possono farlo i figli delle culture che si sono organizzate proprio per evitarlo? Lo reggerà forse il radicale con la sua mistica della "festa", del "gioco", del "divertimento", della "salute", della "bellezza" ? Lui che (basta sfogliare i suoi giornali, guardare la loro pubblicità) proclama degna di essere vissuta solo la vita che dona piena soddisfazione? Lui che ha decretato che bisogna esibire i piaceri e nascondere le lacrime? Quel radicale che anche quando digiuna per le sue "cause umanitarie" sembra farlo per conservaare una linea snella?"</p>

<p>Tratto da: "<strong>Scommessa sulla morte</strong>" di <strong>Vittorio Messori</strong>, Edizioni Sei, pag. 58-59-61.</p>

<p>Su uno dei siti dei radicali: www.radioradicale.it, a dimostrazione di quanto scriveva Vittorio Messori nei primi anni '80, leggo:</p>

<p>"Quando Piero decidesse di procedere in modo rigoroso e vigoroso a quello che la sua etica, la sua moralità, la sua libertà, la sua dignità e la nostra gli chiede, sarò immediatamente pronto a compiere quell'atto etico di rispetto della vita, della legge, dei principi della civiltà che sono negati da talebani, da chi occupa il Vaticano".<br />
"Morire dev'essere come addormentarsi dopo l'amore".</p>

<p>Così Marco Pannella, nel corso di una conferenza stampa alla Camera per la presentazione di due proposte di legge della Rosa del Pugno sui temi dell’eutanasia e del testamento biologico, ha spiegato le prossime fasi della battaglia del co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, Piero Welby. La stessa intenzione è stata espressa da Marco Cappato, segretario della Associazione Coscioni.<br />
http://www.radioradicale.it/pannella-se-piero-welby-decidesse-saro-pronto</p>

<p>Io vorrei chiedere a Marco Pannella se sarà pronto anche quando al posto di Piero Welby ci sarà Gesù. Quel Gesù che con il suo pensiero, il suo insegnamento e la sua morte ha contribuito ad affrancare l'uomo dall'abbrutimento e dalla schiavitù, dandogli quella dignità che nessun altro uomo prima di lui è stato in grado di fare.</p>]]></description>
         <link>http://www.centroaccoglienza.org/la_morte/vittorio_messori_profeta_inascoltato.php</link>
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         <category>La morte</category>
         <pubDate>Sat, 07 Oct 2006 15:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Eutanasia ! Eutanasia! Eutanasia!</title>
         <description><![CDATA[<p>Tutti gridano eutanasia, tutti la vogliono! Eutanasia! La vita è mia e ne faccio quello che voglio. Sono stufo di soffrire, voglio morire, qualcuno stacchi la spina. Basta croci, morire è un mio diritto e decido io, come e quando voglio io!</p>

<p>Ecco come la pensa la maggioranza degli italiani dopo la lettera di Welby al Presidente, in merito all'eutanasia <a href="http://www.lastampa.it/forum/forum2.asp?IDforum=458" target="_blank">sul forum de La Stampa</a>. Anche la <a href="http://pim.blog.lastampa.it/scrivere_i_risvolti/2006/09/il_s_della_chie.html" target="_blank">Chiesa Valdese</a>, come si legge nel blog è per l'eutanasia.</p>

<p>La gente non ne può più del malato e del sofferente che sta lì a fare niente nel letto a romperti le scatole con i suoi dolori e le sue richieste di assistenza. E' solo un costo inutile. E allora aiutiamolo a morire e a togliere il disturbo con buona pace della nostra coscienza. Già, appunto sei malato, oramai ti sei rotto, non riesci più ad alzarti dal letto, cosa vuoi fare? <strong>Tu mi costi troppo!</strong> Dove li vado a prendere io i soldi per mantenerti l'assistente? L'assegno non mi basta. Allora se è così, stacca la spina, dai, non ci pensare, stacca la spina! E' suo diritto morire. Mandalo all'altro mondo, non vedi come soffre? Fai una buona azione, aiutalo a morire, stacca la spina, vedrai non si accorgerà di nulla. Non vedi come soffro? Dai staccami la spina, aiutami a morire. Un costo in meno per il servizio  sanitario nazionale, meno tasse e più soldi in busta paga per te. Non vedi che cazzo di vita è la mia?  E' mio diritto morire, sono stufo di sta vita di merda, fatta di cateteri, sondini, padelle, flebo e punture.</p>

<p>La logica è la stessa dell'aborto. Noooooo! Sono rimasta in cinta! Cazzo, un bambino! Cazzo, non ci voleva, come faccio ora? Mi sciuperò, perderò la mia bellezza, ingrasserò, cazzo dovrò stare ad allattare, cambiare pannolini, preparare papette, non potrò più andare a lavorare, chi mi mantiene? Come farò a uscire la sera e andara a ballare, a divertirmi?, Che cazzo dirà il mio fidanzato? E chi glielo dice? No, No! Non posso tenerlo, devo abortire al più presto, è un mio diritto.</p>

<p>Quei cattolici bigotti vogliono toglierci i nostri diritti di decidere quando e come morire e abortire. Basta! Vogliamo la legge che legalizzi l'eutanasia. Il testamento biologico, voglio io.</p>

<p>Cari amanti dell'eutanasia, della dolce morte, dell'aborto, voi non lo sapete che nel momento in cui chiedete l'eutanasia, anche Dio chiede l'eutanasia per voi, perché "qualunque cosa farete ad uno di questi piccoli, l'avrete fatta a me", dice Gesù. Quel piccolo sei tu. E quando staccate la spina o abortite non fate altro che staccare la spina a Dio e abortire Dio.</p>

<p>Non ci credi a Dio? Sei ateo? Non importa che tu ci creda o meno in Dio. <strong>Dio sei tu</strong>. Sei tu quel piccolo. Guardati allo specchio e renditene conto.</p>

<p>Il regno di Dio lo realizzi nel momento in cui doni la tua vita al prossimo per amore, ma se tu la vita la uccidi, ciao ciao regno di Dio. Io ti ho avvisato, poi tu fai come credi. Io sono quel cattolico bigotto che voterà per l'eutanasia, se tu me lo chiedi, perché a chi chiede, date! Dice Gesù.</p>]]></description>
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         <category>La morte</category>
         <pubDate>Tue, 26 Sep 2006 19:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Tu sai tutto!</title>
         <description><![CDATA[<p></p>

<p></p>

<p></p>

<p>&nbsp;   &nbsp;         &nbsp;     &nbsp;               &nbsp;    (.)</p>]]></description>
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         <category>Dio Amore</category>
         <pubDate>Mon, 25 Sep 2006 01:01:01 +0100</pubDate>
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