« Bruno Vespa e i blog | Home page | Misfatti d'amore »

Disagio socio-esistenziale: Suicidi senza età

Cresce il numero di suicidi. Oggi leggo su repubblica.it due notizie di suicidi: quello di un sedicenne che bocciato a scuola, interrompe una relazione sentimentale con la fidanzata e si getta dalla finestra. L'altro è quello di un tentato suicidio da parte di un centenario che è stato salvato. Entrambi i casi mi fanno pensare.

www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/bocciato-suicida/bocciato-suicida/bocciato-suicida.html
www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/centenario-suicida/centenario-suicida/centenario-suicida.html

Viene da chiedersi perché, perché? La delusione sentimentale? la delusione scolastica? La vecchiaia?

Il ragazzo sedicenne, da come si legge nella notizia, "abitava con la mamma, 47 anni, e con la sorellastra di 24 anni nata da una precedente relazione della donna". Ora, forse, i motivi si possono spiegare meglio. Alle spalle del ragazzo esiste una famiglia divisa. Una sorella che non è una vera sorella, ma una sorellastra. Che ruolo aveva la figura del padre e della madre per quel ragazzo e quale rapporto poteva avere con la sorella otto anni più vecchia che ha vissuto il trauma della separazione del padre e che probabilmente non ha mai accettato quel fratellino più piccolo?

Nell'altro caso di tentato suicidio si legge: "Sì, è vero, mi sono buttato in Arno perché volevo morire. Non voglio più campare, sono stufo".

Perché? La stanchezza della vita, come dice il protagonista? Non credo. Il perché lo possiamo capire meglio leggendo il resto della notizia, dove si apprende che l'uomo ha una figlia suora e viveva in una struttura gestita da suore: "... E tornerà dov'è vissuto fino a oggi, in una struttura delle Suore Figlie delle Sacre Stigmate di via del Podestà. Nel convento lì accanto c'è sua figlia, suora."

Il gesto dell'uomo è probabilmente rivolto alla figlia suora a cui forse è molto legato sentimentalmente e teme di perderla. Una figlia che ha "lasciato" il padre per seguire Gesù, ma che probabilmente al padre non ha fatto piacere. Una decisione della figlia mal digerita dal padre. Quell'uomo è stanco di vivere in una struttura, probabilmente solo e abbandonato, senza stimoli affettivi famigliari, se non nei rari casi dei suoi compleanni. I figli e i nipoti nolenti o volenti lo dovrebbero prendere in casa, visto che è autosufficiente e gratificarlo tenendolo in maggiore considerazione. Perché "parcheggiarlo" in una struttura gestita dalle suore? A mio avviso si tratta di un caso di dignità umana calpestata.

I suicidi o i tentati suicidi, così come le richieste di eutanasia, sono gesti irrazionali che nascono spesso da un sentimento di rifiuto vissuto sulla propria pelle da parte degli aspiranti suicidi. Spesso, dietro ci sono traumi sentimentali, rifiuto e solitudine: rifiuto da parte del coniuge o del fidanzato, rifiuto da parte del datore di lavoro, rifiuto da parte della famiglia in cui uno è cresciuto o quella che una persona ha cresciuto con sacrificio e che ora si vede messo da parte, "parcheggiato", rifiuto da parte della società in cui si vive. Società che se non possiedi le qualità dettate dai media e dal pensiero predominante in merito a bellezza, soldi, potere, successo, intelligenza, ti rifiuta e ti emargina psicologicamente, isolandoti sempre di più.

Ai rifiutati e ai disagiati voglio lasciare il messaggio di Gesù: "alzati e cammina". Non stare ad aspettarti l'amore e l'affetto da una società o da una famiglia che di amore e di affetto hanno ben poco da elargire, ma prendi la tua croce e mettiti a seguire Gesù, cioè mettiti ad amare. Da rifiuto diventa pattumiera. La pattumiera accoglie il pattume. Esci dalla pattumiera costruita da altri e costruisci la tua pattumiera, cioè accogli il disagiato, come fa questo sito web, pattumiera. Gesù, da rifiuto, si è fatto pattumiera in croce, lui rifiutato e reietto, si è fatto sorgente di acqua viva accogliendo coloro che si perdono e che vengono rifiutati come Lui, come i due ladroni, uno dei quali sicuramente in paradiso insieme a Gesù.

Le esperienze e i commenti dei visitatori

Penso che dire che uno si suicida per amore o per la scuola o perchè non ne ha più voglia è troppo riduttivo, troppo facile o semplice, credo che invece la risposta ce la danno quegli psicoterapeuti o psichiatri che si sono documentati su neuroscienze, hanno fatto degli studi per cui sono implicate aree cerebrali e neurotrasmettitori e alterazioni genetiche; Persone esperte dell'università di Cagliari si sono ritrovate con quelli dell'università del Canada per studiare le cause biologiche del suicidio o del tentativo,
ci sarebbero di mezzo squilibri biochimici,
l'etica ormai in questo caso viene a mancare, la società si sente in colpa perchè non si comporta in modo corretto,
si crede onnipotente, bisogna stare attenti!

Penso che dire che uno si suicida per amore o per la scuola o perchè non ne ha più voglia è troppo riduttivo, troppo facile o semplice, credo che invece la risposta ce la danno quegli psicoterapeuti o psichiatri che si sono documentati su neuroscienze, hanno fatto degli studi per cui sono implicate aree cerebrali e neurotrasmettitori e alterazioni genetiche; Persone esperte dell'università di Cagliari si sono ritrovate con quelli dell'università del Canada per studiare le cause biologiche del suicidio o del tentativo,
ci sarebbero di mezzo squilibri biochimici,
l'etica ormai in questo caso viene a mancare, la società si sente in colpa perchè non si comporta in modo corretto,
si crede onnipotente, bisogna stare attenti!

Maria, certo che ci sono squilibri biochimici e anche ormonali alla base di depressioni che possono portare al suicidio. Io non lo nego. Ma questi squilibri chimici da che cosa sono determinati? Dal sistema ghiandolare umano che reagisce agli stimoli esterni, agli stress e alle variazioni ambientali. Perché le donne, ad esempio, soffrono della depressione post-parto? Per via di squilibri biochimici dovuti al parto e all'allattamento.
Non è certo con l'etica che si correggono gli squilibri biochimici, ma cercando di eliminare la causa che porta allo squilibrio chimico o compensandola, cambiando comportamento o atteggiamento nei confronti della vita (risposta psicologica), oppure assumendo farmaci (risposta medica).
Ci possono essere cause chimiche, dovute ad una malattia o ad una carenza alimentare, come anche cause ambientali che possono provocare uno scompenso biochimico fonte di depressione. Le case farmaceutiche puntano sui farmaci, gli psicologi puntano sulla psicoanalisi, io punto sull'amore.

Puoi lasciare un commento o una tua esperienza






La password è 3264 inserisci la prima e l'ultima cifra della password senza spazi.

Premendo Post autorizzi la pubblicazione del tuo commento o della tua esperienza.