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Disagio socio-esistenziale: Gli sputarono in faccia

"Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, ..." Matteo 26,67

Traggo spunto da un post del vaticanista Marco Tosatti su "La Stampa": "Sputi ai frati a Gerusalemme" per fare alcune considerazioni sulla vicenda e sulla mancanza di rispetto nei confronti dell'uomo.

L'episodio denunciato dai frati è da biasimare e da condannare, perché la convivenza pacifica di più culture di diversa etnia o religione richiede il rispetto reciproco. Se il rispetto non c'è, la convivenza diventa difficile e fonte di tensione con il rischio di sfociare nella violenza.

Sono tanti i casi dove il rispetto dell'uomo viene calpestato non solo da parte ebrea, ma anche da parte cristiana. Quando si insulta verbalmente una persona in famiglia o sul lavoro, è come sputargli in faccia, oppure quando si commettono dei torti o delle violenze nei confronti di qualcuno e non gli si fa giustizia, equivale ad insultarlo.

L'uomo giustamente chiede giustizia e rispetto, ma spesso dimentica di essere proprio lui l'origine della mancanza di rispetto che porta all'intolleranza e viceversa. Ad esempio, la rissa scoppiata di recente nel Santo Sepolcro, dove monaci cristiani di confessioni diverse si sono presi a cazzotti, costringendo la polizia ad intervenire, dimostra quanto poco rispetto reciproco ci sia in tante persone religiose, che fanno della religione più un motivo di potere e di scontro violento che di pace.

Tuttavia sono dell'idea che in certi casi occorra andare oltre il rispetto e applicare l'amore che non tiene conto del rispetto. Di fronte ad un torto o ad un insulto da parte di qualcuno, il nostro rispetto va accantonato, per dare più spazio all'amore, se vogliamo essere discepoli di Gesù.

Il rispetto è un "sentimento o atteggiamento di stima e reverenza verso una persona che è o si ritiene superiore o particolarmente degna", da come lo definisce il dizionario De Mauro.
L'amore è un "sentimento di affetto, cioè un sentimento positivo di tenerezza e bene che lega due persone o che si prova per qualcuno", sempre secondo la definizione data dal dizionario De Mauro.

Bisogna notare che l'uomo ragiona più in termini di rispetto che di amore, perché la sua organizzazione sociale è di tipo gerarchico a partire dalla famiglia dove il padre è il capofamiglia. Mentre Dio, al contrario, ragiona più in termini di amore che di rispetto, perché ci considera tutti fratelli, cioè tutti uguali. Infatti Gesù ricerca il nostro bene più che il nostro rispetto e ci invita ad essere fratelli e a non considerare una persona superiore ad un'altra. Quindi, per il cristiano, il rispetto si dovrebbe perdere e annullare nell'amore fraterno.

Suona quindi fuori luogo, a mio avviso, la richiesta di rispetto, da parte di un cristiano, tanto più se frate, perché presume un atteggiamento di superiorità di uno rispetto ad un altro, quando invece i cristiani sono chiamati a considerarsi tutti fratelli, se non servi gli uni degli altri, dove il rispetto va certamente dato a chi lo chiede, ma non andrebbe richiesto.

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