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Adozione: Affetti dispersi

Traggo spunto da una interessante lettura sul sito Adozione internazionale per discutere un problema relativo alla dispersione dei legami famigliari che riguarda i bambini adottati.
L'autrice dell'articolo: Anna Genni Miliotti scrive a proposito:

"Nelle storie raccontatemi dai genitori adottivi, ricorre molto spesso la situazione di dispersioni familiari: fratelli e sorelle divisi nell’adozione, di cui non si sa, e non si può sapere niente, nemmeno la località o il paese in cui, adottati, sono andati a vivere.

Talvolta i fratelli dei bambini adottati rimangono invece in istituto, e se ne perdono, con il tempo, le tracce. Questa situazione porta a traumi psicologici, e ne abbiamo la conferma dalle relazioni psicologiche, che parlano di ragazzi adolescenti con ancora il dramma di un affetto spezzato e disperso. Traumi che aggiunti a quelli dell'abbandono, non sono facili da superare.

In Italia non si parla affatto del problema, che però esiste. Io stessa, nel mio ultimo viaggio a Mosca, ho toccato con mano la difficoltà di poter dialogare su questi temi in un paese culturalmente, sul tema della famiglia, a noi distante.
Persino la Chiesa ortodossa non tiene conto dei legami familiari, e divide nelle loro "case rifugio" i maschi dalle femmine, senza tenere minimamente conto dell' esistenza di stretti legami familiari.
"

Mi sembra un problema serio e importante, da non sottovalutare, se vogliamo vivere l'esperienza dell'adozione con amore. La presenza di uno o più fratelli o sorelle per un bambino da adottare non deve essere sottovalutata e trascurata. Chi si incammina sulla strada dell'adozione deve essere cosciente di questa eventualità e saperla affrontare con amore e spirito di sacrificio. Secondo me è importante che, se il bambino da adottare ha uno o più fratelli, questi rimangano uniti come una unica adozione. La legge dovrebbe garantire questo diritto al minore. Cioè il diritto del bambino adottato di crescere insieme ai propri fratelli e sorelle, altrimenti se non è possibile garantire l'unità famigliare, si trovino soluzioni diverse.

L'adozione deve essere un aiuto e un sostegno non solo economico, ma anche e soprattutto affettivo e psicologico rivolto al minore e non deve aggiungere ulteriori traumi ai traumi già subiti. Torno a ribadire che non devono essere i bisogni affettivi degli adulti e la loro soddisfazione la molla che spinge una famiglia all'adozione, ma i bisogni affettivi del minore, che va rispettato anche nei suoi affetti famigliari. Se non si riesce a rispettare questo elementare diritto del minore, credo che ogni adozione finisca per avere poco valore davanti a Dio.

Se con l'adozione di un bambino si corre il rischio di sottrarlo all'affetto dei suoi fratelli, allora è meglio lasciare perdere, secondo me, e cercare soluzioni alternative come il sostegno a distanza che permetta ad una famiglia adottiva del posto di prendersi cura di tutti i fratellini rimasti soli, oppure trovare una famiglia adottiva disposta a trasferirsi là dove i fratellini sono rimasti soli.

Le esperienze e i commenti dei visitatori

mi chiamo telese arcangelo
siamo 5 fratelli di cui 4 adottati
circa45 anni fa;luogo dell'adozione torino
circa 20 giorni fa o ritrovato
due fratelli in belgio
ho avuto una senzazione indescrivibile
pero manca ancora 2 fratelli

telese maddalena
telese luigi
questi sono i cognomi originali
non so se li anno cambiati

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