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Adozione: Adozioni difficili, ma aborti facili

La Repubblica.it titola "Adozioni ormai impossibili, trova casa un bimbo su cinque" in un articolo di oggi comparso nell'edizione online.

L'articolo denuncia lentezze burocratiche, attese infinite, leggi che andrebbero riscritte.

Dalla lettura dell'articolo si evince che la domanda di adozione in Italia supera l'offerta. Bene! dico io. Si legge che alcuni Paesi dell'Est come la Bielorussia e non solo quelli, hanno la tendenza a chiudere le frontiere per migliorate condizioni di vita.
Bene! Sì, perché è bene che un bambino resti, se possibile, nel paese in cui è nato e non venga estirpato.

Tuttavia io faccio questa osservazione: Se ci sono tante domande di adozione insoddisfatte e dall'altra parte ci sono tanti aborti praticati, perché non intervenire in quella direzione andando incontro alle donne che intendono abortire cercando di prevenire l'aborto?

Alle donne che non vedono alternative all'aborto, visto che l'aborto è comunque un trauma per la donna, io proporrei alla donna di portare a termine la gravidanza, naturalmente seguita dalle strutture sanitarie e sociali, magari anche dietro un indennizzo economico e, al termine della gravidanza o dopo il periodo dell'allattamento al seno, affidare il bambino ad una coppia adottiva, sempre che la madre, nel frattempo, non cambi idea e intenda tenere il bambino.

E' chiaro che per fare una proposta come questa occorre che ci sia un gruppo di coppie adottive idonee, già individuate e selezionate dal tribunale o dalle strutture sociali, disposte ad accogliere un bambino, tra le quali scegliere una coppia a cui affidare il bambino che altrimenti sarebbe stato abortito.

Dalla lettura dell'articolo e anche per esperienza personale pare che di problemi di reperibilità di coppie adottive non ce ne siano molti. Mi sembra una proposta valida per contenere la piaga dell'aborto in casa nostra.

Repubblica.it cita K. Gibran riportando: "I tuoi figli non sono figli tuoi, sono i figli e le figlie della vita stessa... Sono vicini a te ma non sono cosa tua... Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani...". Così scriveva Kahlil Gibran, poeta e pensatore arabo, con parole spesso utilizzate per descrivere il senso più alto dell'adozione, cioè dare una famiglia a un bambino.

Le esperienze e i commenti dei visitatori

Siamo latori di un esperienza di affido a tempo indeterminato,e da Natale dell'Accolienza di 2 bimbi Lituani.
Vorremmo sapere se ci sono e quali sono,in quali casi le possibilità di adottare un bimbo che è gia venuto in accoglienza?


Grazie

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