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Aborto: Aborto: crimine o disperazione?

L'interruzione di gravidanza o aborto è, a mio avviso, un crimine contro l'uomo e contro Dio. Tuttavia non voglio fare il moralista. Non conosco i risvolti della legge che regola l'interruzione volontaria della gravidanza e non me la sento di sparare contro chi decide di abortire.

Perchè una donna decide di abortire? Quali sono le cause psicologiche che la spingono a prendere questa decisione? L'aborto è un diritto? Sono domande che mi pongo spesso e alle quali mi piacerebbe ricevere delle risposte. Io penso che la causa principale sia la paura di non riuscire a mantenere il futuro bambino.

E' un diritto l' aborto ? No, secondo me, non è un diritto. La mia sensibilità mi porta a dire che l'aborto non può essere un diritto perché nessun uomo ha il diritto di decidere sulla vita e sulla morte di un altro uomo, anche se allo stato fetale o di embrione. L'aborto è una offesa a Dio che ci ha pensati e amati ancora prima di nascere, ancora prima della creazione del mondo (Giovanni 17,24)

L'aborto, come il divorzio e l'eutanasia, nonché il suicidio, non sono altro che disperati tentativi di richiesta di aiuto, o fughe dalle proprie responsabilità. Questa società che fa del denaro, del successo, del potere, della salute e della bellezza il vero dio da onorare, non ha spazio per il rompiscatole, il lunatico, il debole, il povero, il brutto e il malato. Quelle "qualità" vengono rifiutate da questa società sempre più consumistica ed egocentrica. Quindi, per non avere grane e non rischiare di rimetterci di tasca propria, ci si adegua, cioè si sopprime, si elimina ciò che è scomodo.

Capisco che in un mondo votato al successo, alla bellezza, alla richezza, la gravidanza indesiderata è per una donna un incidente che non ci vuole e deve essere evitata.

Sono dell'idea che parlare contro l'aborto serva a poco se non si prendono misure concrete per impedire che questo avvenga. Voglio dire che di fronte ad una gravidanza indesiderata ogni donna deve potersi sentire accolta e sostenuta concretamente e deve essere messa in condizioni di poter portare a termine la gravidanza, certa che troverà un Dio pronto ad accoglierla e a sostenerla nel futuro compito di allattamento ed educazione del bambino.

Se viene a mancare il sostegno economico e psicologico è inevitabile che ogni donna decida di abortire. Si abortisce e si fa uso degli anticoccezionali perché chi decide di farlo non si fida di Dio e della sua capacità di farsi provvidenza, di farsi padre amorevole.

Gesù è stato chiaro e logico nel Vangelo. Ha detto che non dobbiamo preoccuparci del futuro, perché abbiamo un Padre che ci ama e che pensa a tutto, anche alle nostre necessità. Capisci quindi, che se tu sai di avere una persona su cui contare e che è in grado di pensare e prendersi cura di te e del bambino che nascerà, non fai uso di anticoncezzionali e non ti passa nemmeno per la mente di abortire in caso di gravidanza e ti fidi di lui. Ebbene questa persona esiste ed è Dio. Il punto cruciale è quindi credere in Dio. Non temere quindi! Non aver paura. Occorre credere in Dio e fidarsi di lui.

Se invece è il tuo egoismo che vuole prevaricare sulla volontà di Dio, se sei tu che non ti vuoi sciupare con una gravidanza e vuoi affermare il tuo diritto di decidere quando e come volere un bambino, fai pure, sei libero e padrone di scegliere: 1 e 0.

Le esperienze e i commenti dei visitatori

vorrei segnalarvi la nostra associazione, IL DONO onlus, che si occupa del sostegno nella gravidanza indesiderata e alle conseguenze psicologiche dell'aborto volontario. Siamo convinti che neanche chi va ad abortire (a meno di grande incoscienza ma vi assicuro non sono molte!) guarda all'aborto come ad una cosa auspicabile, e che con un aborto muore non solo un bambino ma una mamma..e a questo troppo spesso si pensa poco. Cechiamo di aiutare a superare concretamente tutte le motivazioni che possono portare a scegliere per l'aborto e offriamo sostegno psicologico a chi porta il peso terribile di guardarsi dentro sapendo di aver ucciso un figlio, cosa di fronte alla quale, a posteriori, non ci sono giustificazioni nè motivazioni realmente convincente per se stesse. Grazie, e speriamo di poter offrire un aiuto sempre nel miglior modo possibile.

Ciao Serena, mi puoi spiegare in poce parole, secondo la tua esperienza, quali sono i motivi e i risvolti psicologici che spingono una donna ad abortire?

in poche parole? paura, solitudine. Mischia queste due cose e vedi che sono una cosa tremenda: una gravidanza inaspettata ti mette davanti alle reazioni di chi hai intorno che spesso non ti appoggiano ( un partner che non vuole il figlio e minaccia di lasciarti è oserei dire, un classico) da questo deriva la paura di affrontare da sole il cambiamento che una maternità comporta. Paura anche di modificare l'idea di se e della vita che "avrei dovuto condurre" (chiamiamolo cambiamento di stato sociale, quindi paura di una cosa imprevista..) sembra stupido? non lo è affatto. Solitudine diventa anche il fatto che tutti intorno ti dicono "fa come ti senti.."oppure "qualsiasi cosa farai sarà la migliore" quando (stranamente) vorresti qualcuno che ti dica "fa così.." e possibilmente che sia per la vita..perchè ripeto, la mggior parte delle donne che seguiamo (attualmente abbiamo circa 330 utenti di cui la maggior parte hanno abortito e hanno bisogno di aiuto) non desiderava altro se non l'appoggio di una persona vicina per trovare la forza di tenere il bambino e ha invece trovato una via di semplificazione delle cose..che poi non semplifica un bel niente.

Serena, tu pensi che prospettare l'idea alla donna che intende abortire di portare a termine la gravidanza, far nascere il figlio e poi non riconoscerlo in modo tale che possa essere dato in adozione, dal tribunale, ad una coppia disposta ad adottarlo, possa servire a evitare di scegliere la strada dell'aborto? Pensi sia praticabile una soluzione di questo genere?

Penso che sia una soluzione che esiste e quindi è buono far conoscere. Ma che sia praticabile nel senso, consigliabile..personalmente la rendo nota, ma più per dire "esiste" che perchè io creda sia usata. La nostra associazione punta alla rimozione degli "ostacoli" che spingono all'aborto, come indicato dalla legge 194. Una volta che hai garantito un appoggio materiale, un sostegno morale, umano, medico, psicologico, il contatto eventualemente con case di accoglienza (fin quando non avremo la nostra) e fai davvero vedere che non sono abbandonate a se stesse, non sono sole..una donna che ha deciso di portare avanti la gravidanza, perchè dovrebbe lasciare suo figlio in adozione se gli hai spianato la strada? Puntiamo a quello. Abbiamo tante ragazze madri una più fiera dell'altra della scelta fatta, anche di non avere più a fianco ( cosa che davvero terrorizza) l'uomo con cui hanno concepito quella che per loro è oggi la più grande meraviglia della loro vita: il loro bambino. Quando gli fai sentire tutto questo..quella proposta spesso non serve più.

Penso che iniziative come la tua, Serena, siano da moltiplicare. Purtroppo la realtà dei fatti, come leggo, è che ci sono circa 150 mila aborti all'anno solo in Italia. E' un macello. E' senz'altro da preferire lasciare il figlio alla madre, ma nel caso non si riesca a realizzare le condizioni di cui sopra, piuttosto che abortire, tentare di trovare una soluzione in una famiglia adottiva, io la trovo una possibile strada da percorrere.

per me è un diritto invece... non sono credente non credo nel vostro dio, come la mettiamo?

Come la mettiamo? La mettiamo che l'uomo ha diritto di vivere e di amare fin da quando viene concepito.

abortire è una scelta obbligata, dall'incomunicabilità, dalla solitudine, dalla situazione soggettiva della donna, che nella sua soggettività è comunque, per lei, l'assoluto che si impone in quel momento. Un assoluto terribile, come le immagini di catastrofe che guardiamo in televisione e di cui percepiamo la tremenda realtà. Non esiste un dio, se non per chi ha la capacità di darsela, questa speranza. Dio è una deformazione soggettiva della mente, benefica per chi la vive, insignificante e ridicola per chi non la sente, e chi abortisce, di certo, non si sente in colpa verso un dio, ma verso se stessa e prova risentimento per quel partner, quel "marito" che rifiuta il figlio. Ma che ne sapete voi? Dio, ma quale dio? se esiste è un sadico feticista della morte e della sofferenza umana. Forse tutto questo caos che chiamiamo vita e che cerchiamo faticosamente e artificiosamente di affrontare, con strumenti quali dio, che è buono per chi ha paura della morte, ma per chi nasce disperato, lo è da quando è ragazzino è una parola vuota, forse questo caos, dicevo, ha un senso, comprendere, forse, qualche frammento nascosto delle piu nascoste pieghe del cuore, durante questo brutale viaggio tanto dilaniato, ma certo il senso di tutto questo non è un dio, non è un essere supremo creatore e padrone di tutto, dettatore di verità e guida per le coscienze. Questo dio è una follia di uomini-pecora che hanno bisogno di un padrone onnipotente perchè non gli basta essere vessati dai padroni potenti che vivono da umani su questa terra. Se ci accontentiamo di accettare il mistero, senza per forza dargli una spiegazione cosi idiota, forse si vive meno disperati. Perchè l'uomo è nulla e quando crede in un dio è un nulla ancora piu piccolo, come dimostrano i fanatismi e le superstizioni che alimentano le guerre in tutto il mondo.
ps l'aborto non sarà un diritto morale, ma da quando è diventato un diritto legale, almeno presso le donne di nazionalità italiana è diminuito almeno del 30%. E se origina disperazione, almeno la vita delle madri la risparmia.

Ciao Cloro. Va bè, non è colpa tua se tu Dio non lo senti e non lo vedi. E' colpa mia che non riesco a fartelo vedere, pur avendolo visto. Se guardi il mondo, probabilmente Dio non lo vedrai mai. Ma se guardi Gesù, Dio lo vedi.

Io ho visto Gesù e così ho visto Dio. Ma tu Gesù lo hai mai visto? Sai dove ho visto Gesù? Nel Vangelo. Ho letto il Vangelo un po' di volte e Gesù mi si è presentato nel cuore. Ma che storia!

Ti senti il cuore in gola quando Gesù si fa vedere. E' sconvolgente perché è una forza d'amore tremenda che ti fa piangere dalla gioia e che vale la pena vivere. Buon incontro!

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