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Articoli del mese di Agosto 2007

03.08.07

Droga e abusi sessuali

Dopo il caso del deputato UDC, ora tocca a Don Gelmini, finire sotto i riflettori mediatici, accusato di abusi sessuali.
Così leggo sul "La Stampa" del 03/08/2007, "Abusi, Don Gelmini indagato". Sottotitolo: "Alcuni ragazzi della comunità contro il prete anti-droga: molestati sessualmente".

Mentre nel caso del parlamentere UDC, si trattava di un laico animato da valori cristiani, qui si tratta di un sacerdote. Un uomo di Dio.

Il sacerdote è attivo da diversi anni nella lotta alla droga, impegnato nel recupero di ragazzi tossicodipendenti attraverso una comunità da lui fondata. Dispiace vedere una persona del calibro di Don Gelmini, di oltre 80 anni, accusata di abusi sessuali.

Io non credo alle accuse rivolte verso il sacerdote. Di solito i tossicodipendenti sono persone psicologicamente deboli, facilmente influenzabili. Non hanno una personalità forte, sono cresciuti in ambienti tolleranti, con poca disciplina, hanno bisogno di qualcuno che li guidi e gli dica cosa devono fare. Sono persone idealiste, sensibili e hanno bisogno di essere amate 24 ore su 24. Se non si sentono amate e al centro dell'attenzione, vanno presto in crisi.

Intorno alle comunità di recupero tossicodipendenti, probabilmente circola molto denaro e diversi sono gli interessi economici. Le comunità spesso con il tempo diventano un business per molte persone. In passato già a Francesco Muccioli della comunità di San Patrignano era toccato finire sotto i riflettori mediatici accusato dai ragazzi della sua comunità per abusi e violenze.

Personalmente, le comunità di recupero tossicodipendenti non mi sono mai state simpatiche e mi viene da chiedere se queste comunità con il tempo tendono a diventare covi di abusi e violenze sessuali. Le vedo come degli ospedali, come delle cliniche private destinate a chi è malato nello spirito. Il tossicodipendente viene accolto in queste comunità e sottratto alla realtà della vita, sottratto da questo mondo, protetto, ospitato in una comunità dove si tenta di curarlo e recuperarlo alla vita di questo mondo, forse con metodi non sempre leciti. Tuttavia resta il lavoro di recupero sociale che queste comunità riescono a fare, salvando molte vite umane.

Non conosco da vicino queste comunità, ma da osservatore esterno, c'è qualcosa che non mi convince nel concetto di comunità di recupero per tossicodipendenti. Mi sembrano una specie di "officina di riparazione" umana e spirituale.

Il problema di fondo invece è questo mondo con i suoi valori umani sbagliati, Il concetto di famiglia superato e antiquato, le sue strade sconnesse e piene di buche che ti rompono gli assi delle ruote se vai troppo veloce, così da ricorrere all'officina di riparazione. Il problema è proprio la realtà della vita, di questa vita che toglie spazio e tempo a molte persone, a quelle persone più sensibili che non riescono ad adattarsi alle regole dell'uomo che ti vuole competitivo e quindi trovano comodo rifugiarsi nella droga come via di fuga, peggiorando la situazione sociale.

La comunità di recupero, ti toglie dal mondo, ti disintossica e ti reinserisce nel mondo, nello stesso mondo dal quale ti ha sottratto nella speranza che tu righi dritto e ti adatti a vivere in competizione con gli altri uomini e non caschi più nell'errore della droga.

Il problema invece è questo mondo che è la causa di tutto. Il problema non è tanto il drogato, il tossicodipendente o il parlamentare vizioso che va con le squillo. Il problema siamo noi che non siamo capaci di costruirci un mondo a dimensione umana.

Questo mondo che mette da parte Dio, che considera il Vangelo di Gesù una favola è la causa dei suoi mali. E che se li tenga i suoi mali.

Fino a quando non impareremo ad accogliere Gesù ed il suo insegnamento in modo più serio di quanto non stiamo facendo, ci saranno sempre drogati, tossicodipendenti, parlamentari che predicano bene e razzolano bene, volontari e sacerdoti impegnati a recuperare zombi, case di accoglienza per disperati del nulla, con il dio mammona trionfante più che mai.