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Articoli del mese di Dicembre 2005

23.12.05

Affetti dispersi

Traggo spunto da una interessante lettura sul sito Adozione internazionale per discutere un problema relativo alla dispersione dei legami famigliari che riguarda i bambini adottati.
L'autrice dell'articolo: Anna Genni Miliotti scrive a proposito:

"Nelle storie raccontatemi dai genitori adottivi, ricorre molto spesso la situazione di dispersioni familiari: fratelli e sorelle divisi nell’adozione, di cui non si sa, e non si può sapere niente, nemmeno la località o il paese in cui, adottati, sono andati a vivere.

Talvolta i fratelli dei bambini adottati rimangono invece in istituto, e se ne perdono, con il tempo, le tracce. Questa situazione porta a traumi psicologici, e ne abbiamo la conferma dalle relazioni psicologiche, che parlano di ragazzi adolescenti con ancora il dramma di un affetto spezzato e disperso. Traumi che aggiunti a quelli dell'abbandono, non sono facili da superare.

In Italia non si parla affatto del problema, che però esiste. Io stessa, nel mio ultimo viaggio a Mosca, ho toccato con mano la difficoltà di poter dialogare su questi temi in un paese culturalmente, sul tema della famiglia, a noi distante.
Persino la Chiesa ortodossa non tiene conto dei legami familiari, e divide nelle loro "case rifugio" i maschi dalle femmine, senza tenere minimamente conto dell' esistenza di stretti legami familiari.
"

Mi sembra un problema serio e importante, da non sottovalutare, se vogliamo vivere l'esperienza dell'adozione con amore. La presenza di uno o più fratelli o sorelle per un bambino da adottare non deve essere sottovalutata e trascurata. Chi si incammina sulla strada dell'adozione deve essere cosciente di questa eventualità e saperla affrontare con amore e spirito di sacrificio. Secondo me è importante che, se il bambino da adottare ha uno o più fratelli, questi rimangano uniti come una unica adozione. La legge dovrebbe garantire questo diritto al minore. Cioè il diritto del bambino adottato di crescere insieme ai propri fratelli e sorelle, altrimenti se non è possibile garantire l'unità famigliare, si trovino soluzioni diverse.

L'adozione deve essere un aiuto e un sostegno non solo economico, ma anche e soprattutto affettivo e psicologico rivolto al minore e non deve aggiungere ulteriori traumi ai traumi già subiti. Torno a ribadire che non devono essere i bisogni affettivi degli adulti e la loro soddisfazione la molla che spinge una famiglia all'adozione, ma i bisogni affettivi del minore, che va rispettato anche nei suoi affetti famigliari. Se non si riesce a rispettare questo elementare diritto del minore, credo che ogni adozione finisca per avere poco valore davanti a Dio.

Se con l'adozione di un bambino si corre il rischio di sottrarlo all'affetto dei suoi fratelli, allora è meglio lasciare perdere, secondo me, e cercare soluzioni alternative come il sostegno a distanza che permetta ad una famiglia adottiva del posto di prendersi cura di tutti i fratellini rimasti soli, oppure trovare una famiglia adottiva disposta a trasferirsi là dove i fratellini sono rimasti soli.

18.12.05

Forum sull'adozione

Forum sull'adozione nazionale e internazionale Alcune delle tematiche trattate nel forum:
  • L'adozione in generale: parliamone.
  • L'adozione nazionale: disponibilità, rischio giuridico.
  • L'adozione internazionale: tempi, enti, paesi.
  • Dalla dichiarazione di disponibilità all'adozione: problematiche legate al periodo pre-adottivo.
  • Il mondo dell'adozione visto dai media: questa è l'area dedicata a chi vuole commentare la visione dei media sull'adozione.
  • La legge in italia: dalla 184 ad oggi, decreti di leggi e normative

Alcuni argomenti in discussione:
  • Forum Pre-Adozione: Dibattiti sui temi Pre-Adozione
  • Forum Post-Adozione Dibattiti sui temi Post-Adozione
  • Forum Figli Adottivi: Spazio dedicato ai Figli Adottivi per la condivisione e lo scambio di esperienze
  • Salotto Adozioni: Parliamo di tutto quello che orbita intorno al pianeta Adozione

Matrimonio e matrimoni misti

Vediamo cosa dice l'apostolo Paolo In merito al matrimonio e ai matrimoni misti.

"Agli sposati do questo ordine che non viene da me, ma dal signore: la moglie non si separi dal marito. Se si è già separata dal marito , non si risposi. Cerchi piuttosto di riconciliarsi con lui. E, d'altra parte, il marito non mandi via la moglie.

Agli altri do un consiglio, e questo è un parere mio, non un ordine del Signore: se un cristiano ha una moglie che non è credente, e questa desidera continuare a vivere con lui, non la mandi via. E così pure la moglie cristiana non mandi via il marito che non è credente, se egli vuole restare con lei.

Il marito non credente infatti appartiene già al Signore per la sua unione con la moglie credente; e viceversa, la moglie non credente appartiene già al Signore per la sua unione con il marito credente.

In caso contrario, anche voi dovreste rinnegare i vostri figli, mentre essi invece appartengono al Signore." (1 Corinzi 7, 10-14)

Paolo distingue tra quello che è un ordine di Dio e quello che è un suo consiglio ispirato dallo Spirito Santo.
L'ordine che proviene da Dio per chi è sposato è che marito e moglie non devono separarsi. E chi è già separato non dovrebbe risposarsi, ma cercare di riconciliarsi. Paolo, con questo insegnamento, si mantiene fedele all'insegnamento di Gesù e non sgarra di una virgola.

Per chi invece è credente ed è sposato con un non credente, Paolo dà un suo consiglio che non è un ordine di Dio. In sintesi dice che marito e moglie devono accettarsi così come sono se desiderano stare insieme. Queste parole mi fanno pensare ai matrimoni tra cattolici e mussulmani, per esempio. Ebbene, emerge come consiglio di Paolo l'invito alla reciproca accoglienza in quanto per lui, la controparte non credente (o di religione diversa) unendosi all'altra controparte credente, finisce per appartenere comunque a Dio.

Se alla base dell'unione ci sta il reciproco amore, un consiglio del genere è da accettare anche perché è in linea con la logica di Gesù ed il suo testamento spirituale che vuole fare tendere tutti gli uomini all'unità (affinché tutti siano uno), seppure nelle proprie differenze di cultura e religione.

Per concludere osservo che Paolo ribadisce il concetto secondo il quale i figli (come anche marito e moglie), appartengono al Signore. I figli ci sono stati affidati da Dio, non ci appartengono e proprio perché non sono nostri, ma appartengono a Dio non possiamo trattarli come ci fa più comodo a noi o come vorrebbe la nostra volontà, ma vanno rispettati e amati come figli di Dio.

04.12.05

Regno di Dio o regno degli uomini?

Esistono due regni: il regno di Dio e il regno degli uomini.
Il regno degli uomini appartiene a questo mondo. Nel regno degli uomini hanno importanza valori come il successo, il potere, la ricchezza, la bellezza, la salute, il benessere.

Il regno di Dio non appartiene a questo mondo. Nel regno di Dio hanno importanza valori come l'amore, la povertà, la solidarietà, la debolezza, la carità, il perdono, l'umiltà.

Come vedi, i valori del regno degli uomini sono diametralmente opposti a quelli del regno di Dio.

Quando nasci, fin da piccolo vieni educato a catechismo a seguire i valori del regno di Dio.

Man mano che cresci ti accorgi che i valori che contano davvero e sui quali la maggioranza delle persone orienta la propria vita sono quelli del regno degli uomini.

Alla fine, arrivi ad un certo punto dove devi scegliere a quale mondo appartenere: se al regno di Dio o al regno degli uomini. La maggioranza delle persone non fa una scelta definitiva e netta tra i due mondi e preferisce tenere un piede nel regno degli uomini e l' altro piede nel regno di Dio. Io sono uno di quelli.

Il fatto è che i due regni, come due binari, divergono l'uno dall'altro e, come mi hanno insegnato a catechismo, uno porta verso la salvezza dell'uomo e l'altro porta verso la morte. Il regno di Dio porta verso la salvezza, mentre il regno degli uomini porta verso la morte.

A forza di tenere un piede in un binario e l'altro piede nell'altro, con il passare del tempo, le mie gambe si divaricano sempre di più e arrivo ad un certo punto in cui non ce la faccio più a tenere i piedi su entrambi i binari, per cui o salto sul binario del regno degli uomini o salto sul binario del regno di Dio. Altrimenti succede che perdo l'equilibrio e cado nel vuoto o casco per terra.

Posso provare a saltare sul binario del regno degli uomini finchè sono ancora in tempo, ma poi mi accorgo che quello non fa per me, c'è troppa concorrenza, invidia, superficialità, e decido di saltare sul binario del regno di Dio che nel frattempo si è allontanato da quello in cui mi trovo e mi tocca fare un saltone per raggiungerlo, rischiando di non farcela e finire nel vuoto. Ci provo, prendo la rincorsa e paffete, un bel salto e raggiungo il binario del regno di Dio, sano e salvo.

Ora che sono sul binario del regno di Dio, mi sento molto rilassato, ma mi accorgo che si sta scomodi, non ci sono comfort, non c'è l'acqua calda per lavarsi, ma solo quella fredda, però mi consola il fatto che il binario porta alla salvezza. Vedo l'altro binario allontanarsi sempre di più e mi prende la nostalgia dell'acqua calda e il desiderio di farmi una bella doccia calda sul binario degli uomini è forte.

Il dilemma. Salto o non salto? La distanza tra i due binari ora si è fatta molto grande e poi dopo la doccia calda dovrei saltar di nuovo qui, perchè non mi piace stare di là e non so se poi ce la farò a fare il salto, perché la distanza tra i due binari sarà ancora maggiore. Che faccio?

Invece di saltare penso di costruire io un impianto per l'acqua calda qui. Ma qualcuno mi dice che non si può. E' Dio, il padrone del binario, a dirmi che qui non si può mettere l'acqua calda su sto binario. E io gli dico: ma Dio, non capisco perché mi devo lavare con l'acqua fredda, quando sul binario degli uomini si lavano con l'acqua calda. Lui mi dice che è Amore e che deve dare per amore l'acqua calda al binario degli uomini che gliela chiede ed ora è rimasto senza acqua calda per me. Allora io gli dico: ma che fesso che sono stato a saltare di qui, se rimanevo sul'altro binario almeno mi sarei potuto lavare con l'acqua calda.

Ma Dio mi dice: vedi, il binario degli uomini ad un certo punto finisce, perchè conduce verso la morte. Se tutti gli uomini fossero saltati su questo binario io non avrei bisogno di dare l'acqua calda all'altro binario e a quest'ora tutti si laverebbero con l'acqua calda su questo binario.

Ma io dico a Dio: scusa Dio, ma non puoi destinare il 50% dell'acqua calda al binario degli uomini e l'altro 50% su questo binario, così anche quelli che sono su questo binario si possono lavare con l'acqua calda.
Ma Dio mi risponde: No! Io sono un Dio amore e devo destinare per amore tutto il 100% dell'acqua calda al binario degli uomini perché non ne hanno mai a basta. Se volevi lavarti con l'acqua calda, non dovevi saltare su questo binario, ma restare sul binario degli uomini.

02.12.05

Città nuova

Città nuova è una rivista quindicinale che tratta argomenti interessanti sulla politica, l'economia, la cultura, l'attualità, la chiesa, i problemi sociali, la famiglia. Non mancano rubriche su arte e spettacolo, pagine verdi.
Te la segnalo perché è una rivista che a me piace e che dà della risposte sui problemi più profondi dell'uomo visti in una nuova prospettiva: quella dell'unità.

Città Nuova è anche una casa editrice che pubblica libri di vario genere per bambini e adulti. Per saperne di più collegati al sito della rivista.

Nata nel 1956, la rivista è giunta nel mese di settembre 1998 al traguardo del n° 1000. Il quindicinale già a partire dalla fine degli anni Cinquanta si è progressivamente moltiplicato nei cinque continenti: oggi sono 36 le edizioni pubblicate nel mondo , in 19 lingue.

Nella prospettiva del mondo unito, su ogni numero la rivista offre vari Canali Tematici.
Città nuova è anche una espressione della spiritualità e delle proposte culturali, sociali ed economiche del Movimento dei focolari fondato da Chiara Lubich.

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